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La
flessuosità dell'Io
Il segno ed il colore simboli
di un erotismo libero. Fino al 13 aprile, la
Galleria Nuovo Acquario ospita la mostra di Bruno
Gorgone
09/03/2004 | |
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L’artista piemontese
nelle sue tele, carte e installazioni di vetro di Murano
racconta una storia. Lo fa da quando ha iniziato a
dipingere con colori e forme soltanto in apparenza non
figurativi. Nelle sue opere sembrano impressi
avvenimenti e personaggi della realtà, come in un unico
arazzo che diventa un racconto storico. Grandi e
piccoli quadri seguono una trama ordinata, con colori
magri e senza spessore, che irriverenti non rispettano
il limite dei bordi. Una pittura che diventa
un’ossessione psicoanalitica, un insistere morboso sul
tema dello smarrimento nei giardini di un Eden senza
confini, e nei labirinti e licheni dell'«Io
vegetale». C’è un conflitto che non conosce sosta
nelle immagini rappresentate, espresso dalla
sovrapposizione continua delle variegate tonalità del
giallo, dell'arancione, del rosa e del verde, inserito
nella posizione chiave degli scomparti più sinuosi,
quasi umani. Impiega mezzi di seduzione, coccola chi
guarda con floreali insistenze, si riscatta con foglie
dimezzate e dentellate, con gonfi seni materni e ventri
giganteschi. Il suo è il ritratto di una generazione che
si nasconde perché impaurita da possibili scoperte, che
l’inventore cerca di mimetizzare in una storia
colorata. I suoi lavori parlano di un erotismo
estraneo al peccato, e mostrano un atteggiamento che
privilegia i valori sessuali, ricoprendoli di
simbolismi.
Bruno Gorgone, Il segno e il
colore. Dall'11 marzo al 13 aprile. Galleria d’Arte il
Nuovo Acquario, via Giulia 178, tel. 06 68134613, sito
Internet: http://www.galleriacquario.it/.
Orario: 11.00-13.00 e 16.00-20.00. Chiuso lunedì mattina
e festivi. Ingresso libero. |
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