BRUNO GORGONE

COMUNICATI STAMPA / PRESS RELEASES

 

 

 

 Bruno Gorgone – Le trame del Mito

Villa Barrili - Carcare

27 ottobre – 11 novembre 2007

 

Mostra promossa da:

Comune di Carcare – Assessorato alla Cultura

 

Con il Patrocinio di:

Provincia di Savona

Istituto Internazionale di Studi Liguri-Sez.Sabazia

Il Secolo XIX

 

Corredata dal catalogo monografico contenenente un saggio scritto per l’occasione dal critico e storico dell’arte  Vittorio Sgarbi, dal titolo “Gorgone, la storia come pattern” (Marco Sabatelli Editore), si  svolge dal 27 ottobre all’11 novembre 2007 a Villa Barrili di Carcare la mostra di Bruno Gorgone Le trame del Mito,  promossa dal Comune di Carcare-Assessorato alla Cultura, con il Patrocinio della Provincia di Savona, dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri-Sez. Sabazia e de Il Secolo XIX.

Bruno Gorgone, artista esponente della Nuova Astrazione Italiana,presenta un’ampia selezione di opere recenti esplicativa dell’ultima fase della sua ricerca che,avviata agli inizi degli anni Ottanta con motivo dominante della propria poetica il Mito,riferito frequentemente alle simbologie del “Giardino”, è ora caratterizzata da un ulteriore approfondimento del rapporto segno/colore, orientata formalmente verso una personale pittura di pattern. L’allestimento comprende inoltre alcuni lavori storici di riferimento realizzati negli anni Ottanta e  lavori in vetro di Murano eseguiti con la particolare tecnica dell’incisione a caldo su lamina d’oro.

 

Vittorio Sgarbi scrive,tra l’altro, nel saggio critico di presentazione, nel quale viene particolarmente rilevato il contesto storico entro cui si colloca il lavoro di Gorgone : “Non è troppo complicato, per uno storico dell’arte, risalire a un coerente percorso genealogico che conduca all’arte di Bruno Gorgone, attestatasi negli ultimi tempi attorno a valori espressivi ben consolidati e, probabilmente, destinati a conoscere un periodo di duratura prosecuzione. Credo sia cosa utile, e non solo un’esercitazione filologica da addetti ai lavori, provare a riprendere le linee di massima di questo percorso, per capire più dal di dentro il contesto complessivo entro cui si è mosso e continua a muoversi Gorgone, e quindi poterlo valutare secondo una dimensione critica che risulti quanto più appropriata alla sua arte.(…)

Gorgone è architetto di formazione, il suo approccio all’arte è fortemente condizionato dalla progettualità, ovvero dalla possibilità di adottare e applicare un metodo compositivo che possa essere applicato a più riprese, modificando gli esiti formali conseguibili attraverso il ricorso a varianti. In ciò consiste, primariamente, l’arte di Gorgone, in questa sua dimensione non strettamente concettuale, ma legata comunque alla supremazia dell’idea, dell’elaborazione mentale, e in secondo luogo alla predisposizione del meccanismo pratico che permette di concretizzarla in un fatto artistico pienamente compiuto, rendendola dal punto di vista formale un universo autonomo e del tutto autosufficiente, senza nulla che possa alludere a qualcosa che si sembri intentato o non sviluppato.(…)

La messa in pratica è per Gorgone esperienza di fondamentale importanza, vitale e vitalistica, come se le sue forme e i suoi colori, accostati in texture infinite, fossero delle concrétions naturelles, parafrasando una nota espressione di Arp, diretta emanazione dello spirito della natura che deve passare necessariamente per la mente dell’artista, ma anche attraverso la sua mano, e le sensazioni che questo passaggio determina. L’atto pittorico è per Gorgone ancora emozione, contatto con la materia, intimo piacere creativo che si alimenta da sé stesso, mutevole come la mutevolezza delle varianti espressive sperimentate (…)”

 

Bruno Gorgone (Cuneo, 1958). Presente nel panorama internazionale dell’arte contemporanea dai primi anni Ottanta. Dopo la laurea in Architettura conseguita all’Università di Genova, si trasferisce a Venezia dove approfondisce le sue esperienze attraversando varie forme di espressione creativa con particolare attenzione al vetro di Murano. Si interessa inoltre di design. Entra in contatto con artisti, scrittori e poeti con i quali collabora alla realizzazione di eventi culturali. Dal 1992 fa parte del Gruppo degli Architetti Artisti Venezia con cui partecipa a esposizioni internazionali. Il critico francese Pierre Restany, teorico del Nouveau Réalisme si interessa al suo lavoro e alle sue sperimentazioni nell’uso dei nuovi media. Allestisce numerose personali e partecipa a mostre nazionali e internazionali in Italia e all’estero tra cui: Salone Europeo d’Autunno,Cité Internationale Université de Paris,Parigi 1981; edizioni di Ligne et Couleur tenutesi a Parigi a L’Orangerie des Jardins du Luxembourg nel 1992 e all’Ecole Nationale Supérieure des Beaux-Arts nel 1995; Esposizione del Premio Biennale di Venezia-Centenario della Biennale di Venezia,Chiesa di San Leonardo,Venezia 1995; Rathaus Stuttgart II OG,Stoccarda 1996; Mostra Arte Contemporanea in Austria-Istituto Italiano di Cultura, Innsbruck 2001. Nel 2001 è inoltre invitato a partecipare alla Rassegna Roma Città Eterna per un Pianeta Ideale-Architetti Artisti a confronto, nel cui ambito presenta la personale “Luoghi di Narciso” nella sede romana della Banca Popolare di Milano. La documentazione di tale mostra viene inclusa nel volume “Documenti 2001.Dove abita l’Utopia-Premio Libero Ferretti”,Università degli Studi di Ancona. Nello stesso anno presenta le sue “Mitocromie” a New York ,alla White Box Gallery, nell’ambito della mostra “Alive” e successivamente alla The Church Gallery di Orlando. Nel 2002 viene allestita a Savona con il Patrocinio della Provincia di Savona,a Palazzo Nervi, un’ampia esposizione personale con il testo di presentazione di Pierre Restany dal titolo “Il colore nel nuovo destino dell’immagine”; in tale occasione realizza un’opera video nelle edizioni italiana e francese. Partecipa a varie edizioni dell’Arte Fiera di Bologna, dell’Internationale Kunstmesse di Basilea, di ARCO Madrid, dell’Art Expo N.Y. Recentemente è invitato a partecipare al LV Premio Michetti-Francavilla al Mare: “Mito e realtà. Uno sguardo ad Oriente”, a cura di Stefano Zecchi e Anna Imponente; in occasione delle Olimpiadi Invernali di Torino alla mostra “I Cinque Cerchi”,Olimpiadi della Cultura-Italyart, Torino,2006; alla mostra “Superfici in Equilibrio.Le tradizioni, i classici, le avanguardie-Arte nei palazzi storici e nelle chiese di Teglio”, a cura di Daniele Crippa, Teglio 2006; alla rassegna “Arte Astratta. Linee,colori e geometrie dal 1930 ad oggi”, Galleria Arteincornice, Torino 2006; alla mostra internazionale “Dedalo architetto”, Refettorio e Chiostri della Certosa di Garegnano,Milano 2007; alla mostra “Santa Rossello-Sedici Artisti per testimoniare”,a cura di Silvia Bottaro, Museo L’Agostiniana,Roma 2007.

Tra le mostre personali recenti si ricordano: “Opere recenti”, Galleria Fidia Arte Moderna,nell’ambito della Primaverile Romana A.R.G.A.M.,Roma 2005; “Percorsi di luce”,Studio F.22,Palazzolo (Brescia) 2005; “Mitocromia”, Galleria Arteincornice,Torino 2006; “Architetture dell’Enigma”, Studio Aperto San Samuele,in occasione della Decima Mostra Internazionale di Architettura-La Biennale di Venezia,Venezia 2006.

 

Ha pubblicato grafica con testi di: Vittorio Sgarbi, Gian Antonio Cibotto, Italo Gomez, Giorgio Seveso e con poesie inedite di Andrea Zanzotto.

Sul suo lavoro sono stati pubblicati cataloghi monografici con testi di: Germano Beringheli, Silvia Bottaro, Costanzo Costantini, Edoardo Di Mauro, Carlo Franza, Milena Milani, Pierre Restany, Angelo Rossi, Giorgio Seveso, Vittorio Sgarbi, Gabriele Simongini, Tommaso Trini.

La sua opera è documentata in Musei e Fondazioni in Italia e all’estero e presso l’Accademia dei Lincei di Roma.

 

Archivio Bruno Gorgone – Venezia. E mail: info@brunogorgone.com    

 

 

Bruno Gorgone – Le trame del Mito

Villa Barrili – Carcare

27 ottobre – 11 novembre 2007

Inaugurazione: sabato 27 ottobre 2007, ore 18

Orario. Feriali e festivi: ore 16-19

Villa Barrili, Via A.G. Barrili, 12 – 17043 Carcare

Tel. 019-518729 

 

Opere recenti
Fidia Arte Moderna  - Via A.Brunetti,49 – 00186 Roma
tel.06 3612051-fax 06 97613319   E-mail:
info@artefidia.com

Mostra personale nell’ambito della  PRIMAVERILE ROMANA A.R.G.A.M. 2005
promossa da:     COMUNE DI ROMA-Assessorato alle Politiche Culturali
                          SOVRAINTENDENZA COMUNALE-Mostre e Manifestazioni Culturali
organizzata da:  Associazione Romana Gallerie d’Arte Moderna (A.R.G.A.M.)
13 maggio – 13 giugno 2005

Si inaugura venerdì 13 maggio, dalle ore 18.00 alle ore 21.00, alla Galleria Fidia Arte Moderna la mostra personale di Bruno Gorgone “Opere recenti”. L’allestimento comprende una selezione di oli su tela, tecniche miste su carta e vetri di Murano realizzati con la particolare tecnica dell’incisione su lamina d’oro a caldo su vetro sommerso.
La mostra è corredata dal catalogo generale della manifestazione e dal catalogo monografico “Bruno Gorgone”, con testo di Gabriele Simongini e testimonianze di Germano Beringheli, Silvia Bottaro, Costanzo Costantini, Carlo Franza, Milena Milani,Pierre Restany,Giorgio Seveso,Vittorio Sgarbi,Tommaso Trini.(Sabatelli Editore).

Orario mostra: 10.30-13.00 / 16.00-19.30, chiusura festivi e lunedì mattina

“Bruno Gorgone è un artista che sa contemplare e quindi è un artista tipicamente italiano. Per lui lo spazio e il tempo sacro del guardare rivelano misteri sorgivi,mitici e archetipi,soprattutto quelli relativi alla “Natura naturans”,nel perpetuo divenire della sua ripetizione variata…
All’avvio degli anni Novanta (in quadri come “Le azzurre tracce del vento”,del 1991,oppure in “Naturale fluttuante”,del 1993) una sorta di repentina scossa elettrica ha scompaginato i quieti ritmi precedenti per dare spazio ad una corrente dinamica che ora,nelle opere più recenti,si visualizza soprattutto tramite i contrasti simultanei dei colori,sonori e festanti,perentori e poetici al tempo stesso nei loro accostamenti audaci ed eleganti: ne danno felice testimonianza opere come “Speculare (1)” e “Speculare (2)”,del 2004. Affiorano sulla superficie forme curvilinee che rimandano chiaramente all’idea primigenia della “Magna Mater”,ad una femminilità accogliente,feconda e sensuale, evocata anche dalla carnalità dei rosa così magistralmente usati dall’artista. In tal modo Gorgone è approdato da alcuni anni ad una dimensione mitopoietica e universale,ben al di là di quel sia pur sfumato determinismo catalogatorio che innervava le sue opere d’avvio. Come un giardiniere della pittura Bruno coltiva con grande cura la crescita dei segni,delle forme e dei colori,facendoli fiorire con tutte le loro fragranze. I suoi pensieri sensuali,trasformatisi in immagini,ora tendono all’infinito…
Gorgone è un osservatore curioso ed attento,sensibile anche alle spregiudicate malie cromatiche della contemporaneità pubblicitaria o rispecchiata dalla moda. Parecchi accostamenti di colori,nel loro azzardo,vengono proprio da queste realtà (si pensi ad un’opera come “Mitocromia 1”,del 2001),ma quasi sempre sono “corretti” dalla riflessione di Bruno sulle sperimentazioni dei maggiori coloristi del ‘900. Vengono così purificati dal virus del cattivo gusto che infesta la nostra società.
Metodico e paziente,il nostro artista è giunto a distillare le esperienze simboliche della vita contemporanea alla luce di immemorabili presenze mitiche e di una lunga oltre che fiera difesa della pittura come imperitura unione di “homo faber” e  di “homo ludens”….
Ecco, per certi versi Bruno Gorgone propone i suoi personali giardini delle delizie per il terzo millennio,sospesi fra echi primigeni e tensioni verso la virtualità ma intenti anche a non farci dimenticare i tragici contrasti della nostra epoca. In tal senso egli sembra tendere ad una visualizzazione del mito concepito secondo il punto di vista di Claude Lévi-Strauss: “il pensiero mitico procede dalla presa di coscienza di talune opposizioni e tende alla loro mediazione progressiva: o meglio,l’oggetto del mito è fornire un modello logico per risolvere una contraddizione”…. 

 

Gabriele Simongini

 
(estratto dal catalogo monografico) 


Bruno Gorgone (Cuneo,1958). Si interessa attivamente di arte visiva dai primi anni Ottanta precisando la sua tematica verso una pittura di immagini emblematiche “che hanno precedenti nella unidimensionalità della linea matissiana,riallacciata alle grandi tappe dell’arabesco e al suo ruolo nell’immaginario simbolico” (Beringheli).
Dopo la laurea in Architettura conseguita all’Università di Genova,si trasferisce a Venezia dove approfondisce le sue esperienze nel campo delle arti visive,approdando a una pittura costituita da immagini e segni trasfigurati appartenenti all’universo del visionario. Si interessa inoltre di design con particolare riferimento al vetro di Murano. Entra in contatto con artisti,scrittori e poeti con i quali collabora alla realizzazione di eventi culturali. Dal 1992 fa parte del Gruppo degli Architetti Artisti Venezia con cui partecipa a esposizioni internazionali. Dalla fine degli anni Novanta la sua ricerca è caratterizzata da un ulteriore approfondimento del rapporto segno-colore. Nei primi anni Duemila il critico Pierre Restany si interessa al suo lavoro e alle sue sperimentazioni nell’uso dei nuovi media.
Fa parte del Consiglio della Fondazione Museo di Arte Contemporanea Milena Milani in memoria di Carlo Cardazzo.Palazzo Gavotti,Savona.
Allestisce numerose personali tra cui: Venezia,Galleria Graziussi ,1983,1984,1986 - Bologna,Arte Fiera,1984-Genova,Galleria San Marco dei Giustiniani,1985 - Savona,Il Brandale,1986 - Genova,Galleria Devoto,1990 -Genova,Fiera Internazionale, XXVII Mostra Tecnohotel,1990 - Albisola,Galleria Balestrini,1991 - Comune di Venezia,Cultura e Territorio,Spazio Diogene,1991-Padova,Fiera di Padova,Galleria Selearte 1,1991- Comune di Venezia,
Scuola dei Calegheri,San Tomà,1992 – Comune di Cortina d’Ampezzo,Terrazza Cortina,1992 – Cortina d’Ampezzo,
Galleria Rufino,1993 – Comune di Spotorno,Mostra Antologica,Opere 1982/1994 – Genova,Il Sileno,Opere su carta 1992/1995 – Milano,Libreria Al Castello,1996 – Venezia,Magazzini del Sale,Installazione,1997 – Milano, Studio D’Ars,
2000.
Partecipa a esposizioni nazionali e internazionali in Italia e all’estero tra cui: le edizioni di Ligne et Couleur tenutesi a Parigi nel 1992 all’Orangerie des Jardins du Luxembourg e nel 1995 all’Ecole Nationale Supérieure des Beaux-Arts-
le edizioni della Mostra Internazionale d’Arte degli Architetti Artisti del 1992 e del 1994 tenutesi alla Scuola Grande San
Giovanni Evangelista di Venezia e quelle del 1995,96,97 al Palazzo delle Prigioni di Venezia – Esposizione del Premio Biennale di Venezia,nel Centenario della Biennale di Venezia,1995 – Rathaus Stuttgart II OG,Stoccarda,1996-
Mostra d’Arte Contemporanea in Austria ,Istituto Italiano di Cultura a Innsbruck,2001 –Varie edizioni dell’Arte Fiera di Bologna, dell’Internationale Kunstmesse di Basilea, di ARCO Madrid, dell’Art Expo N.Y.
Nel 2001 è invitato a partecipare alla Rassegna Roma Città Eterna per un Pianeta Ideale-Artisti Architetti a confronto,nel
cui ambito presenta la personale “Luoghi di Narciso”,nella sede romana della Banca Popolare di Milano. Nello stesso anno presenta a New York le sue “Mitocromie” nell’ambito della mostra Alive alla White Box Gallery-The Annex. Successivamente la mostra viene presentata alla The Church Gallery di Orlando in Florida.
Nel 2002 allestisce a Savona,con il Patrocinio della Provincia di Savona,a Palazzo Nervi un’ampia esposizione di opere
recenti con il testo di presentazione di Pierre Restany dal titolo “Il colore nel nuovo destino dell’immagine”;in tale occasione realizza un’opera video nelle versioni italiana e francese. Nel 2004 è invitato a partecipare al LV Premio Michetti- Francavilla al Mare ed allestisce la personale “Il segno e il colore” alla Galleria L’Acquario di Roma e realizza
l’installazione “La stanza di Narciso” al Museo Civico di Villa Groppallo di Vado Ligure,con il Patrocinio del Comune di Vado Ligure,della Provincia di Savona e dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri.
Tra le edizioni grafiche si ricordano:
“Giardini”,cartella di serigrafie con testo di Vittorio Sgarbi,Graziussi Edizioni,Venezia,1983.
“Ipotesi per una scenografia”,multiplo con testi di G.A.Cibotto e Italo Gomez (in collaborazione con i Teatri Goldoni e
La Fenice di Venezia),Graziussi Edizioni,Venezia,1984.
“Albero”, incisione con una poesia di Milena Milani,Centro Internazionale della Grafica,Venezia,1992.
“Carte”,con poesie inedite di Andrea Zanzotto e testo di Giorgio Seveso,Edizioni Libreria Al Castello,Milano,1996.
Tra le pubblicazioni a carattere monografico:
“Bruno Gorgone.Giardini di un viaggio/Opere 1982-1994”,con testo di Angelo Rossi e una testimonianza di Milena Milani,Edizioni delle Grafiche Veneziane,Venezia,1994.
“Bruno Gorgone.Eden Surf”,con testo di Tommaso Trini,Edizioni D’Ars,Milano,2000.
“Bruno Gorgone.Il colore nel nuovo destino dell’immagine”,con testo di Pierre Restany,Amministrazione Provinciale,Savona,2002.
“Bruno Gorgone”,catalogo monografico con testo di Gabriele Simongini,Marco Sabatelli Editore,Savona,2005.
Vive a Venezia e a Spotorno (Savona).

Luoghi di Narciso

Nell’ambito della rassegna

ROMA CITTA’ ETERNA per un pianeta ideale-
Artisti/Architetti a confronto
L’UOMO,LE SUE NECESSITA’,IL PAESAGGIO UMANO

Dal 2 aprile al 3 maggio 2001

Banca Popolare di Milano - Sede di Roma-P.le Flaminio 1

La documentazione relativa al ciclo di mostre ideato e curato da Grazia Chiesa e Gino Salatino,verrà presentata,congiuntamente ai documenti del Premio di Architettura Libero Ferretti,all’Università degli Studi di Ancona-Facoltà di Architettura,con testi in catalogo degli Architetti artisti partecipanti,del critico Pierre Restany e del prof. Marco Pacetti,Rettore dell’Università degli Studi d’Ancona,nel settembre-ottobre 2001.


Ci troviamo con la mostra di Bruno Gorgone di fronte ad una nuova angolatura del tema privilegiato per il percorso del ciclo di mostre del 2001,”L’uomo,le sue necessità,il paesaggio umano” e cioè i Luoghi di Narciso.Titolo quanto mai intrigante e ricco di fascino per le molteplici implicazioni vuoi mitologiche,vuoi letterarie ed iconografiche ad esso riconnettibili:come ricca di fascino e di gioiosa forza vitale si rivela la mostra stessa,con i suoi quadri che portano in primissimo piano quella tecnica del pattern che Tommaso Trini nella bella presentazione a catalogo,definisce “schema combinatorio di elementi che si ripetono per diversificarsi,una struttura dinamica che sfugge alla staticità dello stile…Gorgone riesce a rinnovarlo col flusso caotico del suo disegno organico…”.
Cosa sono,dunque,questi luoghi di Narciso? Elementi geometrici,moduli selezionati e accuratamente messi a fuoco dal rimando geometrico del pattern,per preporre e riproporre piccoli tesori della Natura che l’occhio dell’artista ha cercato,selezionato,quindi,enfatizzato attraverso gli elementi della ripetitività e del colore per i quali,come Narciso si specchia nelle acque,il modulo del paesaggio umano si rispecchia in se stesso ed a se stesso rimanda non solo per un godimento estetico del colore-chiaro,pulito e curatissimo-e della forma,ma anche per una sorta di ossessivo esame/riesame del sé.
Eugenia Serafini

Roma,aprile 2001
 Eugenia Serafini

 

Dal testo di presentazione in catalogo di Tommaso Trini …E l’ampio ciclo di oli con cui l’artista ha rinnovato in anni recenti il suo lavoro nel segno di un luogo d’elezione a lungo coltivato-il giardino dai sentieri segreti-costituisce di fatto un organismo vitale,un’espansione che ramifica,una fonte per il proliferare delle immagini; come pure un puzzle per gli occhi e uno schema per la mente. Possiamo nominarlo,questo paesaggio inesplorato da sguardi umani,col titolo scelto dal pittore per una delle prime tele del ciclo: Giardino di Cosmo e Caos - con ciò mostrandosi,lui sì,esperto dei miti d’origine. Formalmente è un pattern,uno schema di ripetizione. Ma quando appare ai miei occhi come un maremoto di tarsie corporee,diventa un corpo adolescente all’ora dei turbamenti. Oppure accade che il mosaico di tessere spezzate rifrange,in modo speculare e grazie al suggerimento di un altro titolo caro al pittore,la presenza di quel corpo entro una Stanza di Narciso percorsa,e quasi percossa,dai riflessi di uno sguardo ammutolito dalla propria meraviglia. E’ vero,la figura del narcisismo,questo caleidoscopio del sé,ricorre nelle fibre stesse di ques’opera; e si capisce perché: veicola solo se stessa nel proliferare di ciò che è eguale a sé. Non più tema letterario ma struttura iconica,essa veicola l’opera all’astrazione. Ma è poi narcisismo acuto? Ne dubito,considerata anche l’ambivalenza che assumono qui,esattamente come in un pattern geometrico,gli scambi tra le forme e la composizione,tra i segni e il fondo pittorico. Eccolo,uno specchio di Narciso,immerso nel vetro di Murano nel ’99: vi campeggiano due coppie di segni ideografici,ciascuna delle quali incrocia a sua volta due segni blu e verdi. Si direbbero un ideogramma della figura umana in cammino; di certo delineano la X,ovvero uno scambio,un chiasmo che si apre alla differenza. E’ solo un piccolo specchio metaforico (non immemore,forse,dei corpi plastici similmente segnati da Dorazio e Rauschenberg),ma significativo dell’acuta intelligenza linguistica di Gorgone: il narcisismo nell’arte non è mai dell’opera,bensì di chi l’osserva stando alle spalle di Narciso….

 
 Tommaso Trini

 

BRUNO GORGONE

Opere recenti

  

Palazzo della Provincia – Savona

26 marzo – 4 aprile 2002

Patrocinio della Provincia di Savona – Assessorato alla Cultura

Testo di presentazione di Pierre Restany

  

Martedì 26 marzo alle ore 18 si inaugura presso la Sala Mostre del Palazzo della Provincia di Savona (Palazzo Nervi),Via IV Novembre,con testo di presentazione di Pierre Restany dal titolo “Il colore nel nuovo destino dell’immagine”,la mostra personale di Bruno Gorgone.

L’esposizione comprende una selezione di lavori recenti dell’Artista piemontese,costituita da oli su tela-immagini computerizzate-video.

 Introduzione di Silvia Bottaro

 La mostra resterà aperta fino al 4 aprile 2002,con orario di visita 16 – 19,30 feriali e festivi.

 …Lo schermo video,con la sua fluidità ed evanescenza,è il supporto ideale dell’immagine gorgoniana. Il movimento esalta il carattere extradimensionale del campo colorato e offre alla superficie cromatica l’occasione di farci percepire con la massima efficacia la sottostante presenza della dinamica interna dell’energia. L’immagine video gorgoniana, quella del colore puro, esistenziale e fondamentale , è un’immagine capitale del nostro tempo. Ci trasmette direttamente l’immenso potere emozionale del colore e il suo messaggio immateriale. Segue la logica inesorabile dell’evoluzione della comunicazione visiva che condiziona il fatto rivoluzionario della nostra cultura globale , il destino dell’immagine….

Parigi,febbraio 2002
 Pierre Restany
(estratto dal testo in catalogo “Il colore nel nuovo destino dell’immagine”)

 

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